Altopiano ZAPPOLINO
Con la nostra guida escursionista ambientale, partiamo per il piccolo borgo di Stiore, immerso nel verde delle colline bolognesi. Le case in pietra e l’atmosfera tranquilla introducono perfettamente alla giornata di cammino tra natura e storia. Da qui il sentiero si snoda tra campi, boschetti e panorami che si aprono sulla valle del Lavino. Proseguiamo verso Montemaggiore, borgata situata su un crinale che offre un’ampia vista sui colli circostanti. L’ambiente rurale conserva ancora il fascino delle antiche case coloniche e dei poderi, testimoni di una tradizione agricola secolare. Breve sosta per ammirare il paesaggio. Per il pranzo ci fermiamo in un ristorante locale, e nel pomeriggio proseguiamo la camminata fino all’Abbazia di Santa Maria di Fagnano, uno dei monumenti più significativi dell’Appennino bolognese. Fondata nel Medioevo, l’abbazia sorge in una posizione suggestiva tra prati e campi coltivati. L’escursione si conclude nel borgo di Zappolino, noto per la celebre “battaglia della secchia rapita” e per il suo panorama che spazia fino alla pianura. Le stradine tranquille e le vedute sui colli rendono questo punto d’arrivo ideale per una pausa e per godere del silenzio della campagna. Rientro in Valsamoggia.
Attorno a SAVIGNO
Partiamo in mattinata da Bazzano per arrivare a Tiola, frazione del comune di Castello di Serravalle. Visitiamo il borgo che è caratterizzato da un’atmosfera silenziosa e rurale: case in pietra, vigneti e campi coltivati si alternano lungo le curve dolci della valle. Visitiamo la Chiesa di San Michele Arcangelo, un piccolo edificio che domina la zona con la sua semplicità. Qui inizia uno dei percorsi più belli dell’Appennino bolognese: il Sentiero dei Calanchi. Qui puoi goderti un panorama a 360°: le linee morbide delle colline si alternano ai calanchi spigolosi, mentre in basso si intravedono i borghi di Savigno e Monteveglio. È il momento perfetto per un piccolo picnic o uno spuntino al sacco, in totale tranquillità. Una volta pranzato scendiamo e ci spostiamo verso Ponte Samoggia. Qui il paesaggio cambia ancora: il torrente Samoggia scorre in una valle più verde e umida, con vegetazione fitta e campi coltivati. Puoi fermarti nei pressi del ponte storico o lungo la riva per una passeggiata rilassante. Come ultima, ma non per importanza arriviamo a Savigno borgo noto per la sua autenticità e per il tartufo bianco dei colli bolognesi. Il centro storico è raccolto e piacevole da esplorare a piedi. Rientro in Valsamoggia.
da Casalecchio a Bologna
Partenza in mattinata con la nostra guida escursionista ambientale, verso il parco della chiusa, anche detto “Parco Talon”, un luogo ideale per immergersi nella natura tra il Reno e le colline bolognesi. Dal parco imbocchiamo il sentiero pedonale che porta verso l’arco del Meloncello, seguendo le indicazioni per San Luca. La salita inizia dolcemente e poi si inerpica lungo la storica Via di San Luca che è inclusa nel patrimonio mondiale UNESCO.
Una volta arrivati in cima al colle della Guardia, si raggiunge la Basilica di San Luca, uno dei simboli di Bologna. Da qui si gode una vista spettacolare sulla città. Visita all’Santuario dove all’interno troveremo l’icona della Vergine col Bambino detto “di San Luca“. Una volta visitato il suo interno, scendiamo sempre per il porticato di San luca, il più lungo del mondo (quasi 4 km). Il portico termina in Via Saragozza, una delle arterie più storiche e caratteristiche di Bologna.
Proseguiamo lungo via Saragozza per entrare nel centro storico della città, fino ad arrivare in Piazza Maggiore, la piazza principale di Bologna, caratterizzata da monumenti come San Petronio, Palazzo del Podestà e Palazzo d’Accursio.
Con l’arrivo a Bologna termina la nostra visita, qui ci fermiamo in un osteria per il pranzo. Tempo libero a disposizione per le vie del centro, rientro in Valsamoggia.
La collina delle sorprese
Partenza in mattinata da Bazzano, per arrivare a Gesso, località situata tra i rilievi che un tempo erano costellati di vigne. Da qui parte un percorso che si snoda tra boschi e panorami collinari, seguendo antiche vie di collegamento tra le campagne e la città. Saliamo verso San Lorenzo in Collina, dove si incontrano scorci rurali e tratti di paesaggio tipicamente emiliano. Il borgo conserva ancora la tranquillità delle comunità agricole di un tempo.
Qui i Brentatori (coloro che portavano il vino in spalla fino a Bologna) facevano spesso una sosta, rifornendosi d’acqua o riposando prima di proseguire verso la pianura. Proseguiamo verso valle dove raggiungiamo il Museo Ca’ la Ghironda, un luogo dove arte e natura dialogano.
Tra sculture all’aperto e percorsi immersi nel verde, è facile immaginare i Brentatori attraversare questi terreni secoli fa, quando l’arte era la fatica quotidiana del lavoro nei campi.
Oggi il museo rappresenta una tappa culturale e di riflessione sulla relazione tra uomo e paesaggio. Terminiamo il percorso a Ponte Ronca, al confine tra Zola Predosa e Monte San Pietro.
Un tempo qui scorreva uno dei tratti più trafficati del cammino dei Brentatori: da qui si imboccava la via verso Bologna, dove il vino veniva consegnato alle osterie e ai mercati cittadini.
Ponte Ronca rappresenta così l’ultima tappa di un viaggio nel tempo, tra natura, storia e tradizione vinicola. Pranzo libero e rientro in Valsamoggia.
Tutte queste proposte sono organizzate su base privata (minimo 2 persone) tutti i giorni su richiesta. Quota a partire da € 100 per persona.